Salvini incontra Orban a Budapest: "Qui per costruire qualcosa di longevo"

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Chissà se si chiamerà proprio Rinascimento europeo la formazione politica a cui sembrano puntare Matteo Salvini e i premier d'Ungheria e di Polonia, Viktor Orban e Mateus Morawiecki. "Il punto non è redistribuire a livello europeo i problemi di qualche Paese, ma creare una forza a livello europeo che difenda i confini" del Vecchio continente. "Abbiamo parlato di un percorso che inizia oggi e andrà avanti in diverse tappe allargando il gruppo coinvolgendo nuovi partiti e nuove famiglie", ha sottolineato Salvini. Senza mai arrivare a un risultato concreto: "Sono tante le divisioni, è difficile conciliare i programmi di questi partiti, e soprattutto nei due gruppi spesso si trovano partiti che sono rivali sulla scena nazionale", dice al Foglio Daniel Hegedüs, analista del German Marshall Fund. Questa volta c'è un elemento di diversità: Orbán è uscito dal Partito popolare europeo, cerca casa e nuovi alleati. Sempre dal Carroccio vengono riportate altre affermazioni dello stesso Orban: "Vogliamo il Rinascimento europeo". "Ci proponiamo come nucleo storico e fondante di un'alternativa a questa sinistra che rimette in discussione le radici stesse dell'Europa e non ci poniamo limiti - ha dichiarato Salvini -".

Un piede nel cuore dell'Europa più istituzionale che ci sia, quella dell'ex presidente della Bce.

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Bisogna guardare con fiducia alle prossime settimane che "ci offrono la sfida della vittoria contro l'epidemia", ma mentre "arriviamo alla svolta dobbiamo programmare futuro del Paese".

Il riferimento comune deve essere anzitutto rivolto alle grandi sfide sul tappeto, con Israele che chiude accordi di pace fondamentali in Medio Oriente, mentre c'è un islamismo alle porte che deve trovare un argine nei valori europei. L'obiettivo è quello di "costruire qualcosa di longevo". "Non è un segreto che chiamiamo Salvini 'nostro eroe', perché quando qualcuno diceva che era impossibile fermare l'immigrazione clandestina, da ministro ha saputo arrestare l'immigrazione".

Il modello europeo indicato da Salvini, Orban e Morawiecki è chiaro: non bisogna occuparsi di tutto, ma bene di quello su cui la politica continentale dovrà cimentarsi, "fare poche cose e bene", ha sintetizzato il leader leghista. "Parliamo di valori per costruire il futuro", ha invece affermato il premier polacco Mateusz Morawiecki.

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