Quali regioni cambiano colore domani 6 aprile: la mappa dell’Italia

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Nelle zone rosse gli alunni di seconda e terza media e delle superiori seguono le lezioni con didattica a distanza. Può oltrepassare i confini comunali solo chi abita in Comuni con meno di 5 mila abitanti per un raggio di 30 chilometri.

Il nuovo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità sull'evoluzione della pandemia di Coronavirus, in arrivo venerdì 2 aprile, quasi certamente non cambierà più di tanto la mappa dell'Italia a colori, suddivisa per fasce di rischio. Restano aperti i negozi di generi alimentari, tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie, lavanderie, ottici, profumerie, erboristerie, cartolerie, negozi di intimo e di biancheria per la casa, ferramenta. Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto sono, invece, in zona arancione. Sono comunque vietati gli sport di contatto. Nelle zone arancioni gli alunni di seconda e terza media seguono le lezioni in presenza. Bar e ristoranti restano chiusi: possibile solo l'asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti (in caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potrebbero riaprire a pranzo).

SECONDE CASE - Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive.

Coronavirus, 110mila morti in Italia dall’inizio della pandemia
Il tasso odierno sulle prime diagnosi è 14,3%, praticamente stabile rispetto a ieri quando era 14,5. I dimessi e i guariti sono stati 19.620, che portano il totale da inizio pandemia a 2.953.377.

Passate le festività pasquali che tutta l'Italia ha trascorso in zona rossa, si ritorna anche al sistema a colori che caratterizza parte delle norme anti Covid imposta dal governo per contenere la diffusione del virus.

In zona arancione sono permessi gli spostamenti all'interno del proprio Comune, mentre per andare in un altro Comune è necessari o avere motivi di lavoro, salute o necessità. Fino al 30 aprile chi torna da un Paese extra Ue, dall'Austria e dal Regno Unito deve rimanere in quarantena per 14 giorni, può uscire soltanto dopo un tampone negativo.

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