Covid, la Toscana potrebbe tornare zona arancione da martedì 13 aprile

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Zona rossa e zona arancione, oggi nuovo round di colori e regole per arginare la diffusione del coronavirus. Il provvedimento, al momento, stabilisce che, dal 7 aprile al 30 aprile, nelle Regioni in zona gialla "si applicano le misure stabilite per la zona arancione".

Da domani potrebbero dire addio al rosso anche l'Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia e forse anche il Piemonte e la Toscana anche se dipenderà molto dalla situazione delle strutture sanitarie. Dunque, dal 13 aprile, soltanto 4 regioni italiane resterebbero in zona rossa, ovvero Valle d'Aosta, Puglia, Campania e Sardegna.

Per i successivi gradi di istruzione è confermato lo svolgimento delle attività in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in zona arancione mentre in zona rossa le relative attività si svolgono a distanza, garantendo comunque la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Quest'ultimo parametro, però, blinda la Regione in una determinata fascia per almeno due settimane, diversamente dal valore dell'incidenza che può portare la fascia a variare nell'arco di una sola settimana. I numeri di contagi, terapie intensive e Rt sono confortanti in queste ultime settimane. L'incidenza dei nuovi casi settimanali ogni 100 mila abitanti è scesa ormai quasi ovunque sotto la fatidica soglia dei 250 (ad eccezione di Valle d'Aosta e Puglia, appunto); anche l'indice Rt è in netto calo sotto quota 0.90, il tasso di occupazione dei posti letto è sensibilmente diminuito. Non è detto che questa riduzione dei test non venga considerata. Speriamo di vedere un'Italia in arancione, e non più in rosso. Il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità. In bilico pure la Sicilia con Palermo già zona rossa.

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Il criterio dell'età, "non verrà superato": "si continuerà secondo le indicazioni sulle fasce vulnerabili". Sono 11.344.180 le dosi di vaccino anti Covid-19 somministrate in Italia alle ore 16.

Fino alle 22 è consentita la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Bar e ristoranti chiusi, sì servizio a domicilio senza limiti di orario e asporto (fino alle 18 i bar, fino alle 22 gli altri). Chiusi cinema, teatri, palestre, piscine, centri sportivi. Nei giorni festivi e prefestivi, nei centri commerciali restano aperti farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

E' interdetto l'uso di spogliatoi interni nei circoli.

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