Riaperture cinema e teatri, via obbligo tampone: bozza Regioni

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Anche per la riapertura in sicurezza di palestre e piscine, le Regioni hanno chiesto l'accesso alle strutture sia contingentato e pianificato attraverso prenotazione, onde evitare assembramenti.

Nei ristoranti "che dispongono di posti a sedere: dopo le 14, consentire solamente la consumazione al tavolo". Nei ristoranti bisogna "disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all'aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors)". Secondo una prima ipotesi di calendario riapriranno per primi, ma solo a pranzo, i ristoranti che dalla metà di maggio, secondo la linea della gradualità scelta dal governo Draghi, potrebbero ospitare i clienti anche a cena.

"Si tratta di proposte elaborate dai Dipartimenti di prevenzione delle Regioni su cui chiederemo il parere del CTS che ci auguriamo arrivi il prima possibile - spiega il Presidente della Conferenza delle Regioni - per permettere, in modo progressivo e ferma restando l'applicazione del principio di massima cautela in termini di contenimento della diffusione del Covid-19, al Paese di imboccare la strada del ritorno alla normalità".

Tra le altre misure, previsti anche la consultazione online del menu e il contingentamento degli ingressi, così che la capienza del locale assicuri il mantenimento di almeno due metri di distanza. Due metri di distanza anche in docce e spogliatoi.

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Va precisato, che ne beneficeranno sia quanti hanno presentato un ricorso sia quelli che non hanno mosso alcun passo. "Come previsto per tutti i cittadini".

Per consentirne la riapertura anche nelle regioni rosse, le regioni propongono di integrare le misure attuali "con strategie di screening/testing": misurazione della temperatura all'ingresso, divieto di assembramento davanti ai locali e ingresso su servizio prenotazione, anche se non obbligatorio.

Le linee guida, che dovranno essere approvate dal governo, prevedono la riapertura delle attività anche in zona rossa. Il distanziamento interpersonale è fissato ad "almeno 1 metro sia frontalmente sia lateralmente".

Per le piscine termali "la densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona per le piscine dove le dimensioni e le regole dell'impianto consentono l'attività natatoria; qualora non sia consentita l'attività natatoria, è sufficiente calcolare un indice di 4 mq di superficie di acqua a persona".

La prima istanza delle Regioni è consentire il ritorno alla libertà di movimento, almeno nelle aree che avranno meno contagi e saranno più avanti con la vaccinazione delle persone anziane e fragili. Per cinema e spettacoli dal vivo, invece, le misure si mantengono in scenari a "basso medio e alto rischio". Nei casi in cui non sarà invece necessario il ricorso alle mascherine, per esempio all'aperto, le Regioni chiedono che le distanze sociali da imporre non siano inferiori ai due metri. Nei locali al chiuso distanza di almeno due metri tra i clienti. Dalla misure sul distanziamento sarebbero esclusi familiari e conviventi. Durante le attività collettive, limitare il numero di partecipanti al fine di garantire il distanziamento interpersonale di almeno 2 metri, con particolare attenzione a quelle che prevedono attività fisica più intensa. In particolare le misure "si applicano a sale cinematografiche, teatri, circhi, teatri tenda, arene e spettacoli in genere, anche viaggianti".

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