Inchiesta sui dati Covid in Sicilia, revocati i tre arresti domiciliari

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L'inchiesta sui 'dati falsi',che avrebbero tenuto una Sicilia da zona rossa in zona arancione, era stata avviata dalla Procura della Repubblica di Trapani, perché l'indagine nasceva da accertamenti in un laboratorio di analisi della provincia. Tornano quindi in libertà Letizia Di Liberti, dirigente della Regione siciliana, Salvatore Cusimano, funzionario dell'assessorato regionale alla Salute, e Emilio Madonia, il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati per conto dello stesso assessorato. Qualcuno della giunta regionale aveva anche azzardato una data affermando che entro l'anno (2020) sarebbe stato bandito un concorso per circa 50 (poi 180) agenti per rimpinguare la carenza di organico, passano i mesi, a dicembre dello scorso anno è stata indetta una manifestazione di interesse per l'individuazione di personale regionale di categoria B da assegnare al Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana.

In isolamento domiciliare ci sono 24.072 pazienti. Successivamente è passata alla Procura di Palermo, che è quella territorialmente competente. "I pubblici ministeri, nella richiesta al gip, della sola misura cautelare dell'interdizione dai pubblici uffici, per Di Liberti, Madonia e Cusimano, hanno chiarito che 'rispetto alle contestazioni avanzate davanti al Giudice di Trapani questo ufficio non contesta, allo stato, la falsificazione indotta dei bollettini giornalieri che le indagini fino a questo momento svolte hanno dimostrato avere una funzione di tipo solo divulgativo, non potendo pertanto essere considerati atti pubblici".

Sofagate, von der Leyen a Michel: "Mai più situazioni simili"
In molti hanno criticato l'atteggiamento di Michel, che non ha fatto nulla per evitare l'incidente diplomatico. Michel e von der Leyen non erano riusciti a parlarsi in questi sette giorni per svariati motivi.

Ascoltata nei giorni scorsi, la dirigente del Dasoe si è difesa sostenendo che proprio dall'assessorato alla Salute sarebbe arrivato il "suggerimento" all'Istituto di Sanità di inserire la Sicilia tra le zone a rischio in quanto, nonostante i dati non fossero ancora tali da richiedere una scelta immediata in tal senso, il trend era preoccupante. Il giudice, che era chiamato a decidere sul proseguimento della misura cautelare, ha accolto le tesi degli avvocati Paolo Starvaggi e Fabrizio Biondo. Nella stessa inchiesta è risultato iscritto nel registro degli indagati anche l'ex assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che si è dimesso in seguito alle polemiche scoppiate dopo le frasi intercettate sui "morti spalmati".

"Sono, dunque, escluse le condotte di falso relative al numero dei decessi in quanto, da un punto di vista strettamente giuridico, concretamente ininfluenti sugli indicatori".

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