Mafiosi e parenti percepivano reddito di cittadinanza: 76 denunce

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Mentre le altre 51, tra cui 46 donne, hanno ricevuto denaro, dimenticando di far sapere che nel proprio nucleo familiare c'era anche un congiunto condannato definitivamente per associazione mafiosa. La procura distrettuale ha emesso nei confronti dei denunciati un decreto di sequestro preventivo delle rispettive carte di reddito di cittadinanza. Per questo motivo i Carabinieri del Nor della Compagnia di Casale a conclusione dell'attività di controllo - condotta in collaborazione con il N.I.L. (Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri) di Alessandria - hanno denunciato e conseguentemente segnalato all'INPS, per la sospensione dell'erogazione del sussidio, sei cittadini stranieri, tutti di origini rumene e ricercati per vari reati, che secondo la legge vigente non possono percepire il contributo statale.

Tra i beneficiari sono stati scovati 'uomini d'onore' e affiliati di diverse consorterie mafiose attive nel capoluogo etneo e in provincia. I più numerosi, una cinquantina circa, sono risultati essere quelli della "famiglia" Santapaola-Ercolano di Cosa nostra.

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Fino a questa data infatti dovrebbe essere disposta la proroga dello stato d'emergenza Covid . Il provvedimento contiene le misure sulla pandemia che saranno valide fino al 31 luglio .

L'importo complessivo finora riscosso indebitamente è di oltre 600mila euro ed è stato pertanto interessato l'Inps per l'immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva e l'avvio delle necessarie procedure di restituzione di quanto illecitamente percepito. Tra coloro che beneficiavano del reddito di cittadinanza anche alcuni dei partecipanti al summit mafioso del 2009 presieduto dall'allora superlatitante Santo La Causa, reggente di Cosa Nostra catanese, interrotto dall'irruzione dei militari del nucleo investigativo dei Carabinieri del Comando provinciale di Catania.

Soldi anche a un killer di spessore della mafia, a un boss che ha rinnegato il figlio collaboratore di giustizia.

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