Finisce l’obbligo smart working per gli uffici pubblici, Brunetta: "Torniamo alla normalità"

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Prevista una proroga al 30 settembre 2021 della possibilità di usufruire del lavoro agile con una modalità semplificata nella Pubblica Amministrazione, senza bisogno di firmare accordi individuali con i lavoratori. È quanto prevede il decreto legge "proroghe" licenziato ieri dal governo Draghi.

In sostanza si tratterebbe della possibilità di prolungare lo smart working nella Pubblica amministrazione fino al 30 settembre 2021 senza il bisogno di un preventivo accordo individuale, notizia che riguarda centinaia di migliaia di dipendenti pubblici.

Gli incontro della mattinata di oggi è servito anche ad esaminare il decreto legge che istituirà il fondo complementare al Pnrr da 30,6 miliardi per gli investimenti che non possono rientrare nel piano, e il dl proroghe. "Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone per introdurre da un lato una flessibilità coerente" con il riavvio delle attività "che stiamo vivendo e dall'altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici", ha proseguito Brunetta, "un percorso di ritorno alla normalità, in piena sicurezza, concordato con il Comitato tecnico-scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti". Il decreto proroghe, in merito, fa saltare anche il limite del 60 per cento indicato nei Pola, mentre scende dal 30 per cento al 15 per cento, la soglia minima in caso di mancata adozione dei Piani organizzativi. E così da domani e fino alla definizione della disciplina del lavoro agile nei contratti collettivi del pubblico impiego, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, le amministrazioni pubbliche potranno continuare a ricorrere alle modalità semplificate relative al lavoro agile, ma sono liberate da ogni rigidità.

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Per aderire occorrono codice fiscale, tessera sanitaria e recapito telefonico per eventuali comunicazioni da parte dell'ASL. I cittadini con 69 anni avranno a disposizione anche i giorni della settimana successiva per recarsi negli hub.

Smart working per i dipendenti pubblici addio?

Altra novità introdotta è l'abbassamento della quota di lavoro agile nei Pola, i piani organizzativi del lavoro agile che devono essere adottati dalle amministrazioni il 31 gennaio di ogni anno: si passa da una quota di almeno il 60% delle attività realizzabili da remoto - come stabilito dalla ex ministra Dadone - ad un più ridotto 15% come quota minima di lavoratori che potranno avvalersi dello smartworking. Ma un fatto è certo, il lavoro agile per la prima volta entra nel contratto dei dipendenti pubblici.

Il via libera alla proroga della normativa sullo smart working in emergenza sarebbe arrivato dallo stesso ministro del Lavoro nella giornata di martedì, in occasione del tavolo di confronto tenutosi a Roma con le parti sociale, al fine di affrontare alcuni temi delicati, tra cui rientrava appunto anche l'applicazione del lavoro agile. E trai punti principali che dovranno regolare il lavoro a distanza, il diritto alla disconnessione, fasce di contattabilità, formazione specifica, protezione dei dati personali e permessi e assenze.

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