Giovani, ambiente e ceto medio. Ecco la riforma del fisco di Letta

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Si tratterebbe, ha spiegato il leader dem in un'intervista al settimanale 7 del Corriere della Sera, di un "aiuto concreto per studi, lavoro, casa", riservato ai diciottenni e da finanziare con una tassa di successione per i patrimoni che superano il milione di euro.

La proposta non ci sembra una di quelle che vinceranno l'Oscar della popolarità nemmeno all'interno dello stesso PD, mentre più intelligente - ma meno strombazzata - ci pare quella di garantire "un accesso ai mutui-abitazione anche per chi non ha genitori in grado di fornire garanzie". Ma non tutti nel governo sembrano essere d'accordo.

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Per quanto determinato a far ripartire il turismo e ad accogliere gli stranieri, il premier non vuole sbagliare i tempi. Al tavolo con il premier, Speranza porterà un dato interessante per aiutare il governo a decidere il da farsi.

Durante la conferenza stampa tenuta dopo l'approvazione dal Consiglio dei ministri del "Decreto Sostegni bis", Draghi ha detto che la "dote" non è stata mai discussa. Il presidente del Consiglio, prima di bloccare sul nascere la proposta di Letta, aveva sottolineato come nel decreto appena approvato dal governo contenesse moltissime misure per i giovani: "C'è molto per i giovani: la casa, i contratti di inserimento, l'intervento per partite Iva e il turismo". Nel suo libro Letta scrive che non c'è ressa tra i politici per diventare inquilino di Viale Trastevere, ma lui afferma: "Certo, mi piacerebbe".

E anche sul Recovery Italia e Spagna sono chiamate ad una sfida: "La possibilità di rendere permanente il piano Next Generation EU dipende da come verranno utilizzati i fondi, la maggior parte dei quali andrà a Spagna e Italia. Letta e il Pd si rassegnino", ha scritto su Twitter.

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