Green Pass anche per Paesi Extra Ue, differenza con quello italiano

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È questo uno dei punti principali contenuti nella proposta della Commissione Ue riguardante la raccomandazione sul coordinamento delle restrizioni previste nell'ambito della libera circolazione all'interno dell'Unione stessa, che è stata presentata oggi dal commissario europeo Didier Reynders.

Le persone pienamente vaccinate, cioè con due dosi per AstraZeneca, Pfizer/BioNTech e Moderna e con una dose per Janssen (J&J), che detengono il certificato, dovrebbero essere esentate, in viaggio, da test e quarantene 14 giorni dopo aver ricevuto l'ultima dose.

Il ministero della Salute ha stabilito che, a partire dal 1 giugno, per poter partecipare ad alcune attività, anche in zona bianca, è necessario avere una certificazione che attesti che si è stati vaccinati contro il Covid, che si è guariti dalla malattia, o che si è negativi a un tampone.

Le regole di funzionamento del Green pass europeo non sono però state ancora definite: per ora siamo ancora nel campo delle proposte, che la Commissione europea sta valutando attentamente. Il Green pass sarà valido "quattordici giorni dopo l'ultima dose" di vaccino anti-Covid e, per i guariti dal coronavirus, per 180 giorni a partire dal test Pcr positivo.

Per chi non è vaccinato né guarito resta l'opzione test, che il pass certifica e che viene così riconosciuto anche all'estero.

Precipita la funivia Stresa-Mottarone, sale a 8 il bilancio delle vittime
L'impianto collega il Piazzale Lido di Stresa alla vetta della montagna che divide il Lago Maggiore da quello di Orta. Il cedimento della fune si è verificato a 300 metri dalla vetta della montagna dove si trova la stazione di arrivo.

Un freno di emergenza nell'UE nel caso di nuove varianti Inoltre si propone di introdurre un "freno di emergenza" interno alla Ue per affrontare nuove varianti, reintroducendo misure restrittive per i viaggi anche per le persone vaccinate e quelle guarite se la situazione epidemiologica si deteriora rapidamente, o se è stata segnalata un'elevata prevalenza di varianti Covid preoccupanti. Per i viaggiatori che arrivano dalle aree verdi (secondo la mappa aggiornata ogni giovedì dall'Ecdc), non dovrebbero esserci restrizioni.

Per chi arriva dalle zone arancioni, è possibile richiedere un test rapido o Pcr prima della partenza. Per chi viaggia da una zona rossa, gli Stati possono chiedere una quarantena, in assenza di un test Pcr o rapido negativo. Per le zone rosso scuro, dovrebbero essere fortemente sconsigliati i viaggi non essenziali e dovrebbero restare gli obblighi di test e quarantena.

Infine, per la validità dei tamponi, Bruxelles propone un periodo standard: 72 ore per i test molecolari e, nel caso in cui accettati, 48 ore per gli antigenici rapidi. In questi casi, dovrebbero rimanere i requisiti di test e (non 'o') quarantena. Dovrebbero essere esentati dalla quarantena e dai test anche i minori che viaggiano con i genitori vaccinati, compresi i bambini sotto i sei anni, per garantire l'unità familiare.

La Commissione propone anche di adeguare le soglie della mappa dell'Ecdc: per le aree arancioni si potrebbe aumentare il limite del tasso cumulativo di notifica dei casi di Covid-19 di 14 giorni da 50 a 75, per le aree rosse dagli attuali 50-150 a 75-150.

Per chi ha fatto la prima dose, la certificazione che viene rilasciata al termine della vaccinazione è valida a partire dal quindicesimo giorno dall'inoculazione.

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